Mediazione civile, eredità e successione: come funziona?

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Mediazione civile, eredità e successione: come funziona?

da | Mar 20, 2025 | Diritto civile

Le controversie in materia di eredità e successione sono tra le più frequenti nei contenziosi civili e, se non risolte tempestivamente, possono sfociare in lunghi e dispendiosi procedimenti giudiziari. Invero, la gestione di un’eredità può spesso generare tensioni e contrasti tra gli eredi, soprattutto quando vi sono beni indivisi, disposizioni testamentarie di dubbia interpretazione o soggetti che ritengono lesi i propri diritti successori.

Per prevenire tali criticità e favorire la composizione amichevole delle liti ereditarie, l’ordinamento giuridico italiano prevede la possibilità di ricorrere alla mediazione civile quale strumento di risoluzione alternativa delle controversie (ADR – Alternative Dispute Resolution).

La mediazione consente alle parti di dialogare con l’ausilio di un mediatore imparziale, con l’obiettivo di raggiungere un accordo che soddisfi le esigenze di tutti i soggetti coinvolti nella successione. Oltre a rappresentare un’opzione più celere ed economica rispetto al contenzioso giudiziario, la mediazione in materia di eredità e successione ha il pregio di preservare i rapporti familiari, evitando che le controversie degenerino in conflitti insanabili.

Il presente articolo analizza l’istituto della mediazione civile nel contesto successorio, illustrandone il funzionamento, i vantaggi e le principali tipologie di controversie ereditarie che possono trovare soluzione attraverso questo strumento.

L’istituto della mediazione civile in materia di eredità e successione

La mediazione civile è un procedimento di risoluzione alternativa delle controversie che consente alle parti di evitare il ricorso all’autorità giudiziaria, favorendo il raggiungimento di un accordo con l’intervento di un mediatore imparziale.

In ambito successorio, tale strumento assume particolare rilevanza, poiché le controversie relative a eredità e successione spesso coinvolgono legami familiari e sentimentali che possono risentire di una lunga e complessa battaglia giudiziaria. La mediazione, al contrario, permette agli eredi di confrontarsi in un contesto più collaborativo, con l’obiettivo di trovare soluzioni che soddisfino le esigenze di tutti i soggetti coinvolti.

L’ordinamento giuridico italiano disciplina la mediazione civile con il Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28, il quale prevede che in determinate materie, tra cui le successioni ereditarie, la mediazione sia un passaggio obbligatorio prima di poter adire il giudice. Ai sensi dell’art. 5 del decreto, chi intende promuovere un’azione giudiziaria in materia successoria è tenuto preliminarmente a esperire il tentativo di mediazione. In mancanza di tale adempimento, il giudice potrà dichiarare l’improcedibilità della domanda e invitare le parti ad avviare la procedura di mediazione prima di proseguire il giudizio.

Oltre alla mediazione obbligatoria, la normativa prevede anche la mediazione volontaria, che può essere attivata su iniziativa spontanea delle parti in qualsiasi momento, anche in assenza di un contenzioso già avviato. In aggiunta, vi è la mediazione delegata dal giudice, che può essere disposta nel corso di un procedimento civile quando il magistrato ritiene che la controversia possa essere risolta in via extragiudiziale.

Indipendentemente dalla modalità di accesso alla mediazione, il procedimento offre un’alternativa vantaggiosa al contenzioso ordinario, sia in termini di rapidità che di riduzione dei costi, con effetti particolarmente positivi nelle dispute relative a eredità e successione, dove la necessità di una composizione amichevole è spesso essenziale per la tutela dei rapporti familiari.

Il procedimento di mediazione civile in materia di eredità e successione

La mediazione civile in materia di eredità e successione può essere avviata su iniziativa di un coerede o di un altro soggetto interessato che intenda risolvere una controversia ereditaria senza ricorrere immediatamente al giudice. Il primo passo è la presentazione di un’istanza presso un organismo di mediazione accreditato, nella quale devono essere indicate le generalità delle parti coinvolte, l’oggetto della disputa e le richieste avanzate.

Chi intende promuovere la mediazione deve valutare attentamente la propria posizione giuridica e impostare una strategia negoziale efficace, motivo per cui è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato con competenze in eredità e successione (diritto successorio). Il legale non solo assisterà il cliente nella redazione della domanda di mediazione, ma lo guiderà anche nell’individuazione degli obiettivi da perseguire durante il procedimento.

Chi riceve la convocazione in mediazione deve, a sua volta, adottare una strategia adeguata, valutando se partecipare attivamente alla procedura o se contestare la richiesta avanzata dalla controparte. Sebbene la mediazione sia formalmente un procedimento extragiudiziale, il mancato riscontro alla convocazione può comportare conseguenze sfavorevoli per la parte assente, sia sotto il profilo processuale che dal punto di vista della gestione dei rapporti familiari e patrimoniali. Per questa ragione, anche chi viene citato in mediazione deve farsi assistere da un legale, che potrà valutare la fondatezza della pretesa avanzata e suggerire le migliori opzioni difensive o transattive.

Una volta depositata l’istanza, l’organismo di mediazione nomina un mediatore imparziale e fissa il primo incontro, che deve svolgersi entro trenta giorni dalla presentazione della domanda. Durante questa prima fase, il mediatore illustra il funzionamento del procedimento e verifica la disponibilità delle parti a proseguire con la mediazione. Se entrambe le parti accettano di partecipare, il mediatore organizza una serie di sessioni in cui ciascuno degli eredi può esporre le proprie ragioni e proporre soluzioni per la risoluzione della controversia.

La durata media della procedura di mediazione in materia di eredità e successione è di circa tre mesi (salvi casi particolarmente complessi), termine entro il quale le parti devono cercare di raggiungere un accordo. Se la mediazione si conclude positivamente, viene redatto un verbale che ha valore di titolo esecutivo, il che significa che, in caso di inadempimento, potrà essere direttamente eseguito come una sentenza.

Qualora, invece, non si raggiunga un accordo, la procedura si chiude con esito negativo e le parti possono liberamente intraprendere un’azione giudiziaria. Tuttavia, l’esperimento della mediazione, anche se non andato a buon fine, costituisce comunque un passaggio necessario poiché essa è una condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Eredità e successioni: le controversie più frequenti e il ruolo della mediazione civile

Le dispute in materia di eredità e successione possono sorgere per una molteplicità di ragioni, spesso legate a divergenze interpretative sulle disposizioni testamentarie, alla determinazione delle quote di legittima o alla gestione dei beni ereditati in comproprietà tra coeredi. Questi conflitti, se non risolti tempestivamente, possono sfociare in lunghi procedimenti giudiziari, con conseguente aumento dei costi e deterioramento dei rapporti familiari.

Tra le controversie ereditarie più frequenti vi è la riduzione delle disposizioni testamentarie per violazione della quota di legittima, che si verifica quando il testatore ha attribuito a uno o più beneficiari una parte dell’eredità eccedente i limiti stabiliti dalla legge, ledendo i diritti degli eredi legittimari. In questi casi, il soggetto leso può agire per la riduzione delle disposizioni testamentarie eccedenti, con il rischio di aprire un contenzioso che potrebbe protrarsi per anni. La mediazione consente di trovare una soluzione equilibrata, evitando il ricorso al giudice e garantendo una redistribuzione dei beni conforme agli interessi di tutte le parti.

Un’altra fonte di conflitto riguarda l’impugnazione del testamento olografo per falsità, quando uno degli eredi contesta l’autenticità delle volontà espresse dal de cuius. Tali contestazioni richiedono spesso complesse perizie grafologiche e accertamenti giudiziari, con il rischio di prolungare notevolmente i tempi della successione. In questi casi, la mediazione può offrire un terreno di confronto più rapido ed efficace, permettendo di giungere a un’intesa che eviti il contenzioso.

La collazione ereditaria, ossia l’obbligo per gli eredi di conferire nell’asse ereditario i beni ricevuti in donazione dal defunto in vita, rappresenta un ulteriore motivo di conflitto. Gli eredi possono avere opinioni divergenti sulla natura delle donazioni ricevute e sul valore attribuito ai beni, generando una situazione di stallo nella divisione dell’asse ereditario. Attraverso la mediazione, le parti possono trovare un accordo sulla determinazione del valore dei beni da conferire e sulle modalità di reintegrazione dell’asse ereditario.

Un altro tema particolarmente delicato è il divieto di patti successori, sancito dall’articolo 458 del Codice Civile, che impedisce agli eredi di stipulare accordi sulla futura successione di una persona ancora in vita. Nonostante questo divieto, è frequente che tra i familiari si formino intese informali o che vi siano aspettative che, alla morte del de cuius, sfociano in contestazioni legali.

La divisione ereditaria è spesso la questione più complessa da risolvere, specialmente quando il patrimonio ereditario comprende beni immobili o aziende di famiglia. In assenza di un accordo tra gli eredi, la divisione giudiziale può comportare la vendita forzata dei beni e la ripartizione del ricavato, soluzione che spesso non è gradita agli interessati.

In tutte queste ipotesi, la mediazione in materia di eredità e successione rappresenta uno strumento flessibile ed efficace, in grado di adattarsi alle esigenze specifiche delle parti e di preservare, per quanto possibile, i rapporti familiari. La possibilità di trovare soluzioni personalizzate, con il supporto di un legale, rende questa procedura preferibile rispetto alla rigidità della decisione giudiziale, spesso vissuta come un’imposizione da parte degli eredi.

I vantaggi della mediazione civile nelle successioni ereditarie

La mediazione civile applicata alle controversie in materia di eredità e successione offre una serie di vantaggi significativi rispetto al contenzioso giudiziario, sia in termini di tempi e costi, sia sotto il profilo della gestione dei rapporti familiari. A differenza del procedimento innanzi al giudice, che può protrarsi per anni e comportare oneri economici rilevanti, la mediazione consente di raggiungere un accordo in tempi più brevi, generalmente entro un termine di tre mesi dalla presentazione della domanda.

Sotto il profilo economico, i costi della mediazione sono generalmente inferiori rispetto a quelli di un giudizio ordinario. Le spese per l’avvio della procedura e per la partecipazione alle sessioni di mediazione sono contenute, se confrontate con le spese legali e peritali che un’azione giudiziaria potrebbe comportare. Inoltre, il compenso del mediatore è stabilito secondo parametri predeterminati e pubblicamente consultabili, garantendo trasparenza e prevedibilità dei costi.

Un ulteriore vantaggio della mediazione in materia di eredità e successione riguarda la possibilità di trovare soluzioni personalizzate e flessibili. Mentre il giudizio civile si conclude con una sentenza che impone una decisione alle parti, la mediazione lascia spazio alla negoziazione, consentendo di definire accordi che rispondano in modo più adeguato alle esigenze specifiche degli eredi.

Ad esempio, nella divisione ereditaria, le parti possono concordare modalità di assegnazione dei beni che tengano conto di legami affettivi, vincoli familiari o interessi economici, evitando così la vendita forzata e la distribuzione pro-quota imposta dal tribunale.

Anche sul piano della riservatezza il procedimento di mediazione presenta indubbi vantaggi. Mentre le cause giudiziarie sono soggette a pubblicità (il c.d. strepitus fori) e possono essere oggetto di consultazione nei registri del tribunale, la mediazione garantisce la tutela della privacy, permettendo agli eredi di discutere questioni patrimoniali e familiari senza esposizione pubblica. Questa caratteristica risulta particolarmente utile nei casi in cui il patrimonio ereditario comprenda aziende di famiglia, beni di valore storico o culturale, o situazioni delicate che potrebbero essere oggetto di speculazioni esterne.

Un ulteriore incentivo alla scelta della mediazione nelle controversie ereditarie è rappresentato dai benefici fiscali previsti dalla normativa vigente. In particolare, è riconosciuto un credito d’imposta alle parti che partecipano alla procedura di mediazione, commisurato alle spese sostenute per l’indennità corrisposta all’organismo di mediazione e per i compensi degli avvocati. Nello specifico, la parte ha diritto a un credito d’imposta fino a €600 sull’indennità pagata all’organismo in caso di accordo conciliativo, ridotto a €300 se la procedura si conclude senza accordo.

Infine, la mediazione consente di mantenere un certo grado di controllo sulla soluzione del conflitto. Nel processo ordinario, le parti sono vincolate alla decisione del giudice, che può non rispecchiare appieno le loro esigenze e aspettative. Nella mediazione, invece, gli eredi conservano la possibilità di accettare o rifiutare una determinata proposta, rendendo l’accordo più sostenibile nel tempo e riducendo il rischio di successivi contenziosi.

L’importanza dell’assistenza legale nella mediazione in materia di eredità e successione

Sebbene la mediazione civile sia un procedimento improntato alla flessibilità e al dialogo, la complessità delle questioni giuridiche in materia di eredità e successione rende fondamentale l’assistenza di un avvocato con competenze nel diritto successorio. Il ruolo del legale è determinante sin dalla fase preliminare, poiché consente di valutare la fondatezza delle proprie pretese e di impostare una strategia efficace per il raggiungimento di un accordo vantaggioso.

L’avvocato assiste il proprio cliente nella redazione dell’istanza di mediazione o nella gestione della risposta alla convocazione, tutelandone i diritti e guidandolo nelle trattative con gli altri coeredi. Durante il procedimento, il legale verifica la validità delle proposte conciliative, assicurandosi che l’accordo sia conforme alla normativa e risponda agli interessi della parte assistita.

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Avvocato a Roma - Luca D'agostino nel suo studio legale

Avvocato Luca D’agostino, servizi legali in diritto civile a Roma. Focus su mediazione civile, eredità e successione